Conversione del modello geologico nel modello geotecnico
Il caso che illustro vuole essere di esempio su come la costruzione del modello geotecnico non possa essere limitata all’interpretazione delle indagini geognostiche, ma in alcuni casi debba tenere conto di vari elementi che discendono dal comportamento meccanico dei terreni costituenti il sottosuolo e dall’evoluzione delle strutture geologiche; nel caso specifico, tenuto conto di essere in presenza di una dinamica fluviale molto attiva, è stato necessario considerare:
- le condizioni di stabilità temporanea delle scarpate, con particolare riferimento a quella in sponda sinistra;
- l’influenza del contenuto d’acqua in sito nei confronti dei valori assunti per la coesione efficace delle argille strutturalmente complesse del substrato;
- le equazioni indefinite di equilibrio che trovi in Introduzione alla Meccanica del Continuo;
- il legame costitutivo capace di simulare la presenza di fessure di origine sia tettonica sia connessa con il detensionamento delle scarpate (non ancora riequilibrato) causato dal rapido approfondimento dell’alveo avvenuto negli ultimi decenni;
- il calcolo degli sforzi geostatici in assenza di deformazione, a garanzia del corretto equilibrio del modello geotecnico.
L’ultimo punto, che assume un’importanza fondamentale nei calcoli geotecnici nota in letteratura da decenni, è stato risolto in ambiente ad elementi finiti mediante le tecniche di calcolo che illustro in Introduzione alla Meccanica delle Terre e nel Manuale Avanzato di Meccanica delle Terre; ma, per farlo, ho dovuto soddisfare anche gli altri punti affinché il modello geotecnico rispettasse tutti i vincoli previsti in quello geologico, a partire dalla convergenza dei dati che spiego in Meccanica delle Strutture geologiche e geotecniche.


