Ricostruzione post-sisma 2016
Il terremoto del 2016 l’ho vissuto sia dalla parte di chi l’ha subito sia come professionista impegnato nella ricostruzione post-sisma, a partire dalla mia nomina a componente della Commissione Tecnico-Scientifica da parte di uno dei Commissari Straordinari.
Come professionista ho avuto modo di partecipare alla riabilitazione (con miglioramento sismico) di numerosi edifici seriamente danneggiati o – in alcuni casi, quando i danni erano irreversibili – alla loro demolizione e ricostruzione.
Le figure che seguono illustrano alcuni dei lavori svolti ad Amatrice ed in altre località del cratere sismico, con sezioni geologiche completate dal profilo geotecnico e dalla sintesi dell’analisi della risposta sismica locale; in questo modo, i progettisti, hanno potuto beneficiare di un colpo d’occhio immediato di tutte le informazioni loro necessarie, senza dover inutilmente scorrere decine di pagine dello studio geologico.
In alcuni casi, quando la complessità del sottosuolo lo richiedeva, il modello geologico l’ho ricostruito in ambiente ad elementi finiti, ricorrendo all’applicazione di una legge d’interpolazione delle indagini basata sulla teoria delle variabili regionalizzate.
Una variabile regionalizzata Z(x) è una variabile con valore fortemente dipendente dalla posizione spaziale:

Vi compaiono:
- α = componente casuale
- R(x) = componente regionalizzata.
La condizione fondamentale nell’applicazione della citata teoria è che R(x) sia preponderante rispetto alla componente casuale.

Un esempio della componente regionalizzata è la seguente legge sferica di kriging o di interpolazione spaziale dei dati basata sulla figura precedente:

I parametri di taratura devono tenere conto delle condizioni al contorno, dell’estensione del modello e della distanza tra le indagini geognostiche oltre, ovviamente, alla risoluzione applicata nella discretizzazione del sottosuolo funzione del livello di approfondimento del modello che si vuole raggiungere.





