Illustro un breve articolo riguardante le pericolosità e le risorse geologiche (geositi) relative al territorio di San Giovanni Rotondo.
Il paese comunale è soggetto fondamentalmente a tre pericolosità di natura geologica, così specificate:
- LA PERICOLOSITÀ D’ORIGINE GEOMORFOLOGICA;
- LA PERICOLOSITÀ D’ORIGINE IDRAULICA;
- LA PERICOLOSITÀ D’ORIGINE SISMICA;
- PERICOLOSITA’ GEOMORFOLOGICA.
L’aspetto geomorfologico rilevante del territorio è definito soprattutto dall’intensa attività tettonica e dall’erosione carsica. Risultato di un processo persistente, che ne ha delineato la morfologia epigea ed ipogea, su una litologia costituita da calcari compatti criptocristallini e dolomie o da calcari microcristallini oolitici (Malm 140 m.a. circa).
E su questo scenario che insistono e si evolvono aree d’instabilità morfologica così classificate:
– MOVIMENTI GRAVITATIVI (FRANE)
– CAVITA’ IPOGEE (SINKHOLES)
Viene qui riportato il progetto IFFI (inventario dei fenomeni franosi italiani), ed integrato con il PTCP (piani territoriali coordinati provinciali) e PAI (piano di assetto idrogeologico), che fornisce i dati per la perimetrazione delle aree interessate o potenzialmente interessate da movimenti gravitativi.

Esso va però integrato, con aree franose di più piccole dimensioni, ma comunque da tenere in dovuta considerazione, specie per la loro ubicazione.

E’ comunque sensibile, ad instabilità geomorfologica, tutta l’area a monte del centro abitato, ovvero tutti i versanti più o meno acclivi delle montuosità settentrionali dove è presente una fascia cataclastica (determinata da movimenti tettonici) con scadenti qualità geotecniche.

Per la valutazione delle zone di reale pericolo, vengono presi in considerazione, sia i fattori intrinseci che estrinseci che influiscono sul fenomeno.

Ulteriore incognita, è la pericolosità geomorfologica di natura ipogea, cioè la potenziale presenza di cavità sotterranee (sinkholes), almeno su tutta quella parte di territorio in cui sono presenti litologie calcaree martoriate dall’intenso carsismo. Queste cavità di cui non si conosce una ubicazione precisa, possono diventare pericolose o a causa del crollo della volta, ma soprattutto in condizioni dinamiche (sotto sisma).

PERICOLOSITA’ IDRAULICA
La genesi della pericolosità idraulica a cui è soggetto il centro urbano, si può così spiegare:
- il paese è ubicato in un grande bacino imbrifero, in cui si riversano le acque delle numerose incisioni vallive presenti sul territorio;
- disomogenea copertura vegetale dei versanti,
- ampi bacini idrografici a nord (es.: vallone Portamisuso, valle la Bianca ecc.);
- diminuzione della permeabilità, conseguente all’intensa urbanizzazione;
- morfologia pianeggiante a valle che determina il ristagno delle acque;
- trend climatico (episodi meteorici sempre più intensi e violenti).
Vengono qui citati i bacini idrografici, di due delle principali valli, che riversano le acque sul paese e che destano le maggiori preoccupazioni:
- Valle scura e valle bella
- Vallone Portamisuso.

Le cui portate, calcolate con il metodo “Giandotti” sono molto simili. Ovvero > di 4 mc/s e tempi di ritorno di 100 anni. Facendo riferimento all’evento del 12 settembre 2009, si deve desumere che l’attenzione va spostata anche su altre valli e non solo su quella di Portamisuso (perimetrazione Pai). Infatti il 12 settembre l’alluvione è venuta dalla parte opposta a quella attesa, ovvero da ovest.

Pertanto, gli eventuali scenari alluvionali, possono essere causati dal contributo dei tre principali valloni posti a nord del paese:
- Valle Scura e valle Bella (scenario reale verificatosi il 12 settembre 2009)
- Vallone Portamisuso (scenario atteso)
- Vallone la Bianca (scenario ipotetico, da tenere in dovuta considerazione viste le portate superiori ai 3 metri cubi al secondo).Naturalmente le cause sono quelle già citate:
- rilevanti bacini idrografici a monte;
- diverse incisioni vallive presenti sul territorio che si riversano sul paese posto in un grande bacino imbrifero;
- diminuzione della permeabilita’ conseguente all’intensa urbanizzazione;
- morfologia pianeggiante a valle che ha causato il ristagno delle acque;
- trend climatico (episodi meteorici intensi e violenti).
Allo stesso problema è anche soggetta l’area comunale pianeggiante che ricade sul Tavoliere e l’area della piana di Sant’Egidio (depressione tettonico-carsica), dove gli allagamenti sono più ricorrenti anche per le differenti litologie ivi presenti (terre rosse meno permeabili dei calcari fratturati) e presenza di un ampio bacino in cui convergono le valli circostanti.
PERICOLOSITA’ SISMICA
Terza pericolosità da segnalare è quella di natura sismica, va ricordato che, il territorio comunale è compreso nella zona 2 (ag = 0,15-0,25 g), in base, alla nuova classificazione dalle Norme Tecniche delle Costruzioni 2008 (1^ 2^ 3^ 4^ zona con grado decrescente di pericolosità). L’origine della sismicità locale è imputabile primariamente (considerata la vicinanza) alla faglia di Mattinata, che è una faglia attiva con movimento prevalentemente trascorrente e che passa per il centro dell’area urbanizzata. Essa è un sistema sismogenetico che in passato è stata già all’origine di diversi terremoti.

Sulla base di ricerche storiche e correlazioni, si può tracciare un prospetto sulla sismicità storica del territorio di San Giovanni Rotondo. Viene riportata una mappa elaborata in base a tali ricerche ed elaborazioni matematiche, che fornisce un’idea indicativa delle accelerazioni sismiche attese nell’area, si evince che il paese è soggetto ad una amplificazione sismica medio alta.

SALVAGUARDIA DEL TERRITORIO
Per la salvaguardia e la valorizzazione geologica del territorio, vengono riportati i siti di interesse geologico (geositi).


Viene qui restituita, la definizione di geosito: “regione definita dello spazio in cui sono visibili, in toto oppure in parte, processi geologici avvenuti o in atto, ovvero singolarità paesaggistiche” Federico BARBANO 2007.


