Aggiornamento dell’analisi della sequenza sismica, rispetto all’articolo precedente, grazie ai nuovi dati di monitoraggio INGV.
Analisi dello sciame sismico
Nelle prime sei ore dopo l’evento principale sono stati registrati 45 terremoti; nelle sei ore successive ulteriori 17. Da quel momento in poi l’attività è scesa rapidamente a pochi eventi ogni sei ore, tornando ai livelli di fondo tipici dell’area entro circa un giorno e mezzo. Nella giornata del 2 agosto (aggiornamento alle 8:30 in Italia) sono stati localizzati solo 2 eventi, contro i 46 del giorno del mainshock e non si è verificato nessun evento comparabile per magnitudo al Md 4.7 del 31 luglio.

Figura 1. Numero di eventi sismici nei Campi Flegrei per finestre di 6 ore dal mainshock del 31/07/2026 (Md 4.7): lo sciame rientra rapidamente entro circa un giorno e mezzo
Il b-value cresce leggermente
Includendo i due giorni di dati aggiuntivi, il b-value della sequenza – ossia il rapporto tra eventi piccoli e grandi, stimato con il metodo di Aki – sale da circa 0.67 a circa 0.73. Un aumento del b-value dopo un evento principale è un pattern comune nelle sequenze sismiche in quanto valori più bassi prima di un mainshock sono spesso associati a un maggiore stress differenziale nella crosta, mentre l’aumento successivo riflette il rilascio di quello stress. È un segnale coerente con un evento che ha scaricato energia accumulata, non con un sistema che si sta ulteriormente caricando.

Figura 2. b-value della sequenza (metodo di Aki, Md≥1.3) calcolato sul catalogo del report iniziale e ricalcolato includendo i due giorni di dati successivi al mainshock
Perché la sequenza non ha seguito un decadimento da manuale
Dall’analisi dei dati illustrati nell’articolo precedente risultava che l’andamento orario della sequenza non seguiva una curva di Omori pulita nelle primissime ore dopo il mainshock. A 24 ore di distanza, grazie ai suggerimenti ricevuti (rif. Linkedin) ed alla possibilità di osservare i dati aggiornati in una visione globale, una spiegazione plausibile è che gli ipocentri non siano tutti sulla stessa struttura; di fatti, le piccole differenze di localizzazione tra l’area della Solfatara e quella di Monte Olibano suggeriscono che si siano attivati, in rapida successione, sistemi di fratturazione diversi all’interno di un volume sismogenetico eterogeneo, rendendo un quadro coerente con la natura idrotermale dell’area dove pressione dei fluidi e geometria delle fratture si influenzano a vicenda.
Le deformazioni del suolo restano stabili
L’ultimo bollettino settimanale INGV-OV (28 luglio) conferma il tasso di sollevamento a 10±3 mm/mese, invariato da febbraio 2026 e tra i più bassi degli ultimi 18 mesi; in particolare, il bollettino non segnala alcuna accelerazione del tasso ufficiale nei giorni precedenti il sisma, con le soluzioni giornaliere più recenti, mostrate solo graficamente e non in forma numerica, che non consentono una verifica indipendente conclusiva. Il prossimo bollettino, atteso attorno al 4 agosto, coprirà per la prima volta anche i giorni della sequenza e potrà chiarire se ci sono stati effetti misurabili sul sollevamento.
In sintesi
Il quadro che emerge nei giorni successivi al 31 luglio è quello di una sequenza sismica che ha rilasciato energia e si è rapidamente esaurita, senza segnali di ulteriore escalation né nei dati sismologici né in quelli deformativi disponibili. Continueremo a seguire i prossimi bollettini per eventuali aggiornamenti.
Nota. Questo articolo ha finalità divulgativa e si basa sui dati resi pubblici dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) alla data di redazione; non costituisce una previsione, un allerta o una valutazione di pericolosità sismica o vulcanica, e non sostituisce in alcun modo i bollettini ufficiali di sorveglianza dell’INGV, dell’Osservatorio Vesuviano né le comunicazioni del Dipartimento della Protezione Civile, che restano gli unici riferimenti autorizzati per la sicurezza pubblica nell’area flegrea. I dati e le interpretazioni qui presentati sono suscettibili di revisione alla luce di analisi successive; l’autore non si assume alcuna responsabilità per decisioni assunte sulla base dei contenuti di questo articolo.

